Perché occuparsi di ESG
I fattori ESG (Environmental, Social, Governance) rappresentano indicatori sempre più rilevanti della resilienza e della solidità aziendale. Un approccio strutturato alla sostenibilità genera vantaggi concreti.
Gestione del rischio — L’analisi ESG consente di identificare e mitigare proattivamente rischi legati a sostenibilità ambientale, etica aziendale, conformità normativa e reputazione.
Attrattività per investitori e finanziatori — Gli investitori istituzionali e le banche considerano sempre più i fattori ESG nelle decisioni di investimento e finanziamento. Uno score ESG elevato può tradursi in accesso a finanziamenti a condizioni più favorevoli.
Competitività e innovazione — L’attenzione alla sostenibilità stimola l’innovazione di prodotti e processi, attirando clienti e talenti sensibili a questi temi.
Conformità normativa — Un percorso ESG strutturato garantisce la conformità alle normative in vigore e in evoluzione, evitando sanzioni e rischi reputazionali.
Tutela dal rischio greenwashing — Un approccio metodologico rigoroso, basato su dati tracciabili e verificabili, protegge l’azienda da accuse di comunicazione ingannevole sulla sostenibilità.
L’approccio LENS ESG
LENS ESG è un percorso modulare e graduale, progettato per accompagnare l’azienda nella costruzione di una cultura ESG integrata nella strategia d’impresa. L’approccio si distingue per quattro pilastri fondamentali.
Controllo dei dati — L’azienda mantiene il pieno controllo delle proprie informazioni attraverso una piattaforma dedicata con repository riservata. Lo score interno consente di verificare lo stato dell’arte prima di condividere informazioni con il mercato.
Focus su progetti concreti — Il percorso parte dall’emersione delle attività già in essere per valorizzare l’impegno esistente, proseguendo con la definizione di priorità ESG coerenti con il settore di appartenenza.
Riduzione del rischio — La raccolta di dati tracciabili, concreti e verificabili, unita alla pianificazione di un percorso graduale, tutela l’azienda da rischi di compliance e greenwashing.
Integrazione nella cultura aziendale — L’affiancamento formativo e l’approccio “con e per” l’azienda favoriscono l’integrazione delle tematiche ESG nel processo decisionale e nella cultura d’impresa.
Il percorso in tre step
Step 1 — Assessment con Score ESG
La prima fase prevede la compilazione assistita di un questionario ESG su piattaforma dedicata, con domande generali e settoriali catalogate secondo gli standard internazionali e i parametri della normativa europea. Il risultato è uno score interno ad uso dell’azienda, declinato sui tre ambiti (Ambiente, Social, Governance) e confrontato con il benchmark di settore.
Deliverable: Assessment con score su 6 livelli (da Starter a Platinum), performance ESG per ambito, benchmark di settore, emersione delle attività già in corso, primo piano d’azione con priorità ESG consigliate, stato delle certificazioni e allineamento agli SDGs.
Tempi: 2-4 settimane | Effort azienda: 4-10 ore | Modalità: 2-3 interviste, raccolta documenti, workshop con Board e funzioni aziendali.
Step 2 — Report di Sostenibilità
La seconda fase porta alla realizzazione di un Report ESG conforme alla CSRD, modulare secondo le necessità dell’azienda. Il documento include il profilo dell’organizzazione, la selezione degli stakeholder, l’identificazione delle tematiche materiali (rilevanti), la mappa di rilevanza, la rendicontazione per singola tematica e la descrizione dei progetti e best practice.
Deliverable: Report di Sostenibilità impaginato con identità aziendale, piano d’azione con priorità definite, ipotesi di mappa di materialità, mappatura stakeholder, selezione fornitori rilevanti per valutazione d’impatto sulla filiera.
Tempi: 6-12 settimane | Effort azienda: oltre 10 ore | Modalità: interviste, raccolta documenti, workshop di allineamento.
Step 3 — Bilancio di Sostenibilità EU CSRD
Per le aziende obbligate dalla normativa, la terza fase prevede la realizzazione del Bilancio di Sostenibilità completo, conforme alla CSRD. Include la rendicontazione in ciascun ambito, l’analisi di doppia materialità secondo la metodologia IRO (Impact, Risk, Opportunity), la tracciatura di progetti e azioni per mitigare i rischi.
Deliverable: Bilancio di Sostenibilità conforme CSRD, mappe di doppia materialità, integrazione di filiera e partner (consociate, aziende collegate), survey e stakeholder engagement, identificazione tematiche di comunicazione e tutela dal rischio greenwashing.
Tempi: 3-6 mesi + monitoraggio | Effort azienda: oltre 20 ore | Modalità: workshop con Board e funzioni, affiancamento consulenti ESG per raccolta dati e analisi rischi.
Monitoraggio e aggiornamento
Negli anni successivi, il servizio di monitoraggio garantisce l’aggiornamento periodico del Report o Bilancio ESG, il confronto con l’evoluzione normativa e il supporto continuo nel percorso di miglioramento.
I vantaggi dell’approccio LENS ESG
Partnership consolidata — Una collaborazione tra aziende leader che garantisce continuità, qualità del servizio e presenza su tutto il territorio nazionale.
Piattaforma assistita — Non un semplice software, ma una piattaforma con supporto one-to-one da parte di specialisti ESG dedicati. L’azienda mantiene il controllo dei propri dati e può verificare lo score prima di qualsiasi comunicazione esterna.
Approccio formativo — Condivisione del know-how e focus sull’operatività, per integrare realmente le tematiche ESG nella cultura aziendale.
Flessibilità — Percorso modulare adatto sia alle aziende obbligate che a quelle che scelgono volontariamente di intraprendere un cammino di sostenibilità per differenziarsi sul mercato.
Output personalizzati — Report e bilanci impaginati con l’identità visiva dell’azienda, in formato digitale sfogliabile, personalizzabili con immagini e contenuti aziendali.
Selectio ESG — Valutazione ESG del portafoglio fornitori
Selectio è la piattaforma di Business Information per il monitoraggio e la classificazione del portafoglio clienti e fornitori, basata su uno score di rischio (DRA) che sintetizza la solidità finanziaria delle controparti. Selectio ESG estende questa capacità di analisi integrando una valutazione strutturata del profilo di sostenibilità, consentendo alle aziende di avere una visione completa che combina rischio creditizio e rischio ESG.
La valutazione ESG di Selectio è automatizzata: non richiede questionari né interazione con il soggetto analizzato, ma si basa su informazioni raccolte automaticamente da database interni, fonti pubbliche e provider terzi, elaborate attraverso benchmark statistici.
La struttura della valutazione
Il modello analizza l’impresa secondo una prospettiva di “esposizione vs. gestione”: valuta cioè la capacità dell’azienda di incorporare efficacemente i rischi e le opportunità di sostenibilità nel proprio quadro di sviluppo e nella pianificazione strategica.
La valutazione si articola su tre pilastri (Environmental, Social, Governance), ciascuno suddiviso in sotto-pilastri che rappresentano aree tematiche specifiche. Ogni sotto-pilastro è composto da una serie di KPI (indicatori chiave di performance) che vengono valutati singolarmente e poi aggregati progressivamente: dai KPI ai sotto-pilastri, dai sotto-pilastri ai pilastri, fino allo score ESG sintetico.
Pilastro Ambientale (E) — Sotto-pilastri: Cambiamento Climatico, Efficientamento Energetico, Stress Idrico, Economia Circolare.
Pilastro Sociale (S) — Sotto-pilastri: Impiegati, Fornitori, Clienti, Comunità.
Pilastro Governance (G) — Sotto-pilastri: Qualità della Governance, Comitati, Materialità e Controversie, Responsabilità Sociale d’Impresa.
Le metodologie di valutazione
La valutazione delle metriche ESG si origina dalla combinazione di tre metodologie:
Best-in-class performance — Identifica all’interno di un gruppo omogeneo (per settore, dimensione, area geografica) le aziende che ottengono le migliori performance ESG, utilizzandole come riferimento per assegnare la valutazione. Consente di contestualizzare il posizionamento dell’azienda rispetto ai propri peer.
Impact-based approach — Valuta l’impatto che un’attività esercita sull’ambiente (ad esempio: prelievo d’acqua, emissioni GHG) tenendo conto delle specificità territoriali. Le performance sono valutate rispetto a soglie predefinite che rappresentano livelli di accettabilità o eccellenza.
Relative improvement approach — Valuta i trend delle metriche ESG nel tempo, analizzando l’evoluzione storica degli indicatori (ad esempio, la riduzione progressiva delle emissioni GHG). Premia le aziende che dimostrano un percorso di miglioramento continuo.
Il ruolo della materialità
Un elemento fondamentale del modello è la considerazione della materialità: l’individuazione dei fattori ESG più rilevanti per intercettare rischi e opportunità specifici del contesto in cui opera l’azienda. La materialità si concretizza attraverso una diversa ponderazione degli score e l’eventuale inclusione di aree di valutazione aggiuntive, in funzione delle specificità settoriali e dimensionali dell’impresa analizzata.
In pratica, i diversi KPI impattano sulla valutazione finale con pesi differenti a seconda della loro rilevanza per il settore di appartenenza: un indicatore sul consumo idrico avrà peso maggiore per un’azienda agroalimentare rispetto a una società di servizi.
La scala di valutazione S1-S7
La valutazione ESG complessiva, così come quella di ogni pilastro e sotto-pilastro, è espressa su una scala a sette classi che identifica il livello di esposizione al rischio e la capacità di gestione:
S1 — Dinamica | Rischi ESG bassi o trascurabili. La sostenibilità è ben integrata nello sviluppo strategico e consente di cogliere le opportunità determinate dai megatrend globali. Non sono necessarie azioni specifiche di riduzione del rischio.
S2 — Dinamica | Rischi ESG bassi, gestiti senza impatti negativi rilevanti sugli stakeholder. Non sono necessarie azioni specifiche, ma possono essere utili iniziative di miglioramento per sfruttare le opportunità di sviluppo e innovazione.
S3 — Consapevole | Lievi rischi ESG in una delle aree di sostenibilità. Il management è proattivo e impegnato nella predisposizione di politiche e procedure per ridurre l’esposizione al rischio.
S4 — Consapevole | Moderati rischi ESG in una o più aree di sostenibilità. L’organo di governo è consapevole dei necessari miglioramenti nelle politiche e procedure orientate alla riduzione del rischio.
S5 — Consapevole | Rischi ESG in più aree di sostenibilità con potenziali costi o impatti negativi sugli stakeholder. Sono necessari miglioramenti nelle politiche e procedure di gestione del rischio.
S6 — Fragile | Rischi ESG elevati in una o più aree fondamentali della sostenibilità, con potenziali costi o impatti negativi sull’azienda e sugli stakeholder. È necessario adeguare il sistema di governance e pianificare azioni concrete di riduzione del rischio.
S7 — Fragile | Rischi ESG elevati in più aree fondamentali e complementari della sostenibilità, con potenziali costi elevati o impatti negativi significativi. È necessario implementare un sistema strutturato di governance ESG e attuare solide azioni di riduzione del rischio.
I componenti automatizzati dello score
Lo score ESG automatizzato deriva dalla ponderazione di tre modelli specifici:
Environmental Score (Rischio fisico) — A partire dalla partita IVA dell’impresa, il modello opera una geolocalizzazione degli asset aziendali (siti produttivi, magazzini) e valuta l’esposizione a rischi fisico-climatici: grandine, terremoto, tornado, tsunami, eruzioni vulcaniche, incendi. La valutazione tiene conto anche del settore di attività attraverso una mappa di materialità specifica.
Social Score (Analisi stipendiale) — Analizza i dati pubblici delle società italiane degli ultimi 10 anni per valutare se l’azienda presenta politiche retributive migliori o peggiori rispetto al proprio benchmark di riferimento, segmentato per settore, dimensione e area geografica.
Governance Score — Valuta l’assetto di governance sulla base dei dati di visura camerale: numero di amministratori, percentuale di amministratori con partecipazioni societarie, presenza di figure tecniche di supporto all’organo amministrativo, tipologia di organo di controllo, affidamento della revisione legale a soggetti esterni.
L’integrazione con lo score DRA
Per le aziende che utilizzano Selectio per il monitoraggio del portafoglio, lo score ESG si affianca allo score di rischio DRA, offrendo una visione integrata della controparte che considera sia la solidità finanziaria sia il profilo di sostenibilità. Questa combinazione consente di:
- Identificare fornitori o clienti con profili di rischio ESG elevati che potrebbero generare rischi reputazionali o di compliance;
- Rispondere alle richieste di informazioni ESG sulla filiera provenienti da clienti o partner soggetti agli obblighi CSRD;
- Supportare decisioni di approvvigionamento sostenibile con dati oggettivi e confrontabili;
- Monitorare nel tempo l’evoluzione del profilo ESG delle controparti strategiche.